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Outdooristi VS Divanisti

Outdooristi VS Divanisti

Sei out… sei fuori, eliminato!
No, sei – finalmente – all’esterno (del tuo guscio), nel mondo, quello reale da attraversare, respirare, ascoltare, assaporare. Tu e la natura. Non tu e l’architettura urbana, ma quella vegetale e minerale, non progettata ma creata (no, non scivolerò nella religione).
E tu? Sì, dico a te che giaci da tempo immemorabile su quel divano – e non importa la sua qualità! Sto parlando con te che hai la possibilità di andare fuori, oltre la soglia di casa.
Hai mai gridato “Goodbye comfort zone!“? Hai mai vissuto fuori dalla tua bolla? Lasciato la certezza e la routine domestica?
Sudare, puzzare, graffiarsi con gli arbusti, essere infastiditi e punti da insetti… fa-ti-ca-re!
Ma siete pazzi?! Non vi piace guardare la tv? Non avete un divano da cui tornare?!
Forse è arrivato il momento di creare una vera e propria setta. Sarò io il leader, perchè mio è questo delirio che viaggia sulla tastiera del computer mentre rivivo le grandi emozioni delle mie corse e pedalate sui sentieri e “progetto” quelle di domani.
La filosofia della mia setta prenderà il nome di Outdoorismo e gli adepti saranno chiamati outdooristi.
“Aiuto! Arrivano gli outdooristi! Sudano, si sporcano di fango e nelle notti di luna piena portano i bambini sui single track!”.
Sono certo che al suo interno si svilupperanno tante correnti di pensiero, tutte affini ed appartenti al medesimo ceppo.
Due immagini nella nostra mente dovrebbero farci riflettere sul dilemma “divano sì, divano no”.
Provate a mettere l’una accanto all’altra, l’immagine di Homer Simpson (adoro questa serie!) e la celebre foto di Chris McCandless (vedi libro e film sulla sua grande avventura).
Homer è la pigrizia per antonomasia, Chris invece il simbolo dell’avventura.
In un caso la certezza e la possibilità di esercitare il massimo controllo tra le mura domestiche e dall’altro l’incerto, l’ignoto con tante carte da pescare nel mazzo degli imprevisti.
Ho paura dei Divanisti: appartengono ad una setta e non ne sono consapevoli. Frutto di messaggi subliminali? Suicidio dello spirito di intraprendenza?
I peggiori sono quelli della falange che prende il nome di “Sportivi da divano”. Conoscono statistiche, regole, nomi, biografia e mille particolari degli atleti, anche degli esploratori, ma ripudiano la pratica. Vivono di teorie.
Esistono tante sfumature dei Divanisti, tutte grigie. Il grigio è un bel colore: tutti i colori lo sono. Ma è la varietà a render vivo il nostro tempo. Se il grigio fosse stato sufficiente a raccontare la realtà, in tutte le arti, sino ad arrivare alla tecnologia audiovisiva, non saremmo arrivati all’impiego di tutti i colori (e sono tanti!) per comunicare con il lato emotivo dell’essere umano.
L’outdoor – vita all’aria aperta – è un grandioso arcobaleno.
Chi non concepisce lo scandire del tempo in mezzo alla natura estremizza ogni scelta di chi corre, pedala, si arrampica, nuota o semplicemente cammina lontano dai centri abitati. Costoro pensano sempre a scelte che superano i limiti, senza sapere che una dose di adrenalina si può comprare con pochi semplici passi e un moderato versamento di sudore. Anche una passeggiata in riva al mare o al parco fa parte del vivere all’esterno.
Spesso mi sento chiedere – e so di esser in buona compagnia – se tutte le corse e le pedalate che colleziono non mi facciano male. No, non mi fanno male, anzi fanno del bene a me e a chi mi sta intorno!
Sono diventato un Runner Escursionista, un Mountainbiker Errante… un Outdoorista.
Un processo irreversibile. È questo ciò che spaventa voi Divanisti? Sapete che questo frutto proibito, una volta assaggiato, vi marchierà l’anima per sempre.
Per fortuna il processo inverso è possibile per chi vive sui propri glutei e dal divano può dunque passare al mondo esterno.
Nessuno vi chiede di partecipare a competizioni! Di certo non io che del mio motto “A voi le gare, a me le avventure” ho fatto la mia regola.
Un patto di non belligeranza non mi basta. Non desidero che vi asteniate dal commentare senza aver mai fatto o dal voler ancorare i glutei altrui alla cuscineria del sofà. No, il mio è un desiderio più grande. Vorrei convertirvi alla mia setta, fare di voi degli outdooristi. Come ho cercato di spiegarvi, per far parte di questa setta è sufficiente mettere il naso fuori di casa e banalmente allontanarsi dall’urbe, dal traffico automobilistico e dalla calca dei centri commerciali.
No, vi prego, vi scongiuro: non appigliatevi a scuse banali. Ci sono grandi atleti, outdooristi, avventurieri che vivono a 360 gradi il presente pur avendo grandi difficoltà oggettive. Superano il limite. Soprattutto superano quello del “non ce la faccio”.
Non desidero plagiarvi, ci mancherebbe altro!
Però al vostro posto, cari Divanisti, starei in guardia. Un giorno potrei entrar in casa vostra, strapparvi al divano e abbandonarvi alla libertà del mondo esterno, condannandovi a vivere emozioni reali.
Estote parati!

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